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Rosolia

Rosolia

Come capire se si tratta di rosolia? Questa malattia infettiva si manifesta con eruzioni cutanee e febbre e può essere contagiosa

08/03/2022 14:13:00 | Volafarma

Che cos’è la rosolia

 

La rosolia è una malattia infettiva acuta esantematica, prevalente in età infantile, causata da un virus a RNA, noto con il nome di Rubella virus. Generalmente, è una malattia lieve che diventa pericolosa se contratta in gravidanza poiché può portare ad aborto spontaneo o gravi anomalie congenite. Dal punto di vista clinico, si manifesta con eruzioni cutanee simili a quelle del morbillo o della scarlattina, malattie con cui può essere facilmente confusa. La rosolia viene definita come una malattia moderatamente contagiosa, trasmissibile per via aerea attraverso colpi di tosse o starnuti, e le persone che ne sono affette possono trasmettere l’infezione da 7 giorni prima a 7 giorni dopo la comparsa dell’esantema. La diagnosi si basa essenzialmente sull’esame obiettivo, tuttavia, può anche essere effettuata la ricerca di anticorpi specifici nel siero poiché, come detto, a volte la rosolia si manifesta in maniera indistinguibile dal morbillo o dallascarlattina.

 

Sintomi: come si manifesta la rosolia

 

Il periodo di incubazione, ovvero l’arco di tempo che va dal contagio alla comparsa dei sintomi, può variare da 12 a 23 giorni, con una media di 18. Il primo sintomo che si manifesta è l’ingrossamento dei linfonodi, che compare circa 5-10 giorni prima dell’esantema. I linfonodi più interessati sono, solitamente, quelli situati dietro le orecchie, il collo e la regione occipitale della testa. L’esantema è il segno più evidente di questa patologia e consiste nella comparsa di macchioline cutanee di colore rosso che ha inizio, generalmente, su viso e collo, per poi estendersi a tutto il corpo. Tra i sintomi della rosolia più evidenti possiamo elencare:

Linfonodi ingrossati
Rash cutaneo o esantema
Febbre medio-alta
Congiuntivite
Dolore alle articolazioni
Sintomi parainfluenzali

 

In alcuni casi, la rosolia può essere asintomatica o presentare sintomi molto lievi. Questa situazione è molto pericolosa nel caso in cui la persona contagiosa venga a contatto con una donna in stato di gravidanza, in quanto la malattia mantiene la sua capacità di contagio indipendentemente dell’espressione dei sintomi.

 

Rosolia: cause

 

La causa della rosolia è il contagio con il Rubella virus, un virus a RNA a singolo filamento. La malattia può colpire tutte le persone non vaccinate e gli individui che non hanno mai contratto il virus. Infatti, questa infezione, esattamente come accade per morbillo, varicella e altre malattie virali, garantisce immunità definitiva che rende quasi impossibile una seconda infezione. La trasmissione avviene tramite tosse o starnuti che espellono goccioline contenenti particelle virali che, una volta inalate, consentono al virus di annidarsi a livello della bocca e dei polmoni e iniziare la moltiplicazione. Queste goccioline, inoltre, possono depositarsi anche sugli oggetti, rendendoli mezzi di contagio. Un caso di infezione pericolosa è la rosolia in gravidanza, poiché può essere trasmetta da madre a feto, generando quella che viene chiamata sindrome da rosolia congenita. L’infezione è molto pericolosa durante le prime settimane di gestazione, ma non ha alcuna ripercussione superate le 20 settimane. Tra le conseguenze della sindrome da rosolia congenita ci possono essere: aborto spontaneo, morte intrauterina e malformazioni congenite.

 

Rosolia: rimedi

 

Al momento non esiste una cura per la rosolia e chi si ammala per questa infezione può solo attendere la risoluzione spontanea, che avviene nell’arco di 7-14 giorni, alleviando i sintomi tramite terapia farmacologica. Si possono utilizzare antipiretici come Tachipirina per abbassare la febbre e l’analgesico in capsule Moment per alleviare i dolori articolari e muscolari. È disponibile, poi, un vaccino contro la rosolia ad alta efficacia previsto per i bambini e i soggetti fragili.

 

Consigli per la rosolia

 

Per evitare il contagio con questo virus è indispensabile non avere contatti con persone infette per tutto il tempo di trasmissibilità della malattia e sottoporsi alla vaccinazione. Generalmente, il vaccino è riservato ai bambini e si effettua in due dosi, una tra i 12 e 13 mesi, e l’altra di richiamo attorno ai 5-6 anni. Alla vaccinazione possono sottoporsi anchegli adulti che soffrono di immunodeficienza o coloro che, per motivi di viaggio, devono recarsi in zone geografiche in cui la rosolia è altamente diffusa. Il vaccino, però, non è iniettabile in gravidanza, per questo è consigliato alle donne che desiderano avere un bambino di eseguirlo in tempi utili, considerando che richiede circa un mese per sviluppare una protezione adeguata.

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